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Racconti erotici Maestrina

maestrinaLeggi il racconto erotico offerto gratuitamente da maestrina:

Voglio raccontarvi un’avventura successa la scorsa estate. Ero con il mio ragazzo in vacanza, avevamo scelto una spiaggetta un po’ isolata ...

per prendere un po’ di sole e stare in pace senza bambini urlanti intorno e senza troppa gente a darci fastidio. Era una giornata di giugno, di quelle sufficientemente calde per ricordarti che è estate ma che ancora permettono di trovare 1 metro di spiaggia per stendere l’asciugamano. Il mio ragazzo ha la pelle più scura della mia, io invece sono proprio pallida e mi scotto facilmente così gli chiedo se può spalmarmi un po’ di olio sulla schiena e gli passo il tubetto. Si mette a cavalcioni su di me con il flaconcino della crema in mano e se ne versa un po’ sulle mani. Mi slaccio i laccetti del reggiseno perché non voglio segni dell’abbronzatura e sposto i capelli dalla schiena. Inizia a massaggiare partendo dall’alto e scendendo verso le gambe… il massaggio è piacevole, sono carezze quelle che sta facendo o sta semplicemente spalmando la crema? Ad un certo punto mi sento slacciare i fiocchetti della parte bassa del costume, “Hey che fai?” gli dico cercando di recuperare i lacci con una mano. “Shhhhhhh buona…” mi risponde lui allontanandomi le mani… Lo lascio fare… in fondo è piacevole sentire le sue mani che scorrono sul mio corpo… sento che lui scivola un po’ più in basso, tra le mie gambe. Per fargli spazio sono costretta ad aprirle un po’… mi sento spostare il costume,  sono nuda davanti a lui… mi guardo intorno per vedere se c’è qualcuno che ci guarda ma per fortuna sono tutti abbastanza lontani. Sento che mi fa cadere qualche goccia di olio proprio sul buchino del culetto che si contrae al contatto non previsto, e subito dopo sento un dito scorrere lungo il solco del sedere e scendere fino alla micia. “Mi sembra che qualcuna qui si stia bagnando” mi dice prendendomi in giro e infilandomi un dito dentro. Lo sento entrare e uscire con una lentezza esasperante, mi sta eccitando da matti. “Mmmmmmm” gli rispondo mentre apro un po’ di più le gambe per godermi quel contatto. Esce con il dito carico di umori e lo sposta sul clitoride… inizia un massaggio lento… delicato quasi. Mi eccito da morire e sposto il bacino verso di lui alla ricerca di un contatto più forte. “Non dicevi che avevi paura che qualcuno potesse vederti? Guardati, sei una micia in calore”. Non mi interessa se qualcuno mi vede anzi un po’ debbo dire che mi eccita pure essere guardata e poi mi sto eccitando troppo e lui deve accorgersene perché ben presto le dita diventano due, entrano ed escono senza sosta, chiudo gli occhi e mi lecco le labbra… i capezzoli sono durissimi, li sento che spingono sull’asciugamano, porto le mani sotto al mio corpo per toccarli. Intanto il mio lui è passato a girare con un dito birichino intorno al buchino del mio culetto. Aiutato dall’olio scivola dentro senza difficoltà. Provo a muovere una lieve protesta, qualcuno potrebbe vederci ma dalla bocca mi esce solo un miagolio poco convincente.  Sento che armeggia dietro di me con una mano mentre l’altra ancora è occupata a esplorarmi ancora la micia, ha tirato un po’ giù il suo costume e mi fa sentire il suo cazzo scorrere tra le natiche. E’ troppo per me, protendo il bacino verso di lui alla ricerca di un contatto più profondo che non si fa attendere troppo. Gioca con il suo pene intorno alla mia micia, lo supplico di penetrarmi, non mi interessa se qualcuno ci vede, ho troppa voglia in questo momento. Lo sente come sono bagnata ed eccitata e penso che anche lui deve faticare non poco per non prendermi subito, in quella posizione. Lo infila lentamente, solo la punta, vuole farmi soffrire lo so. Mi lamento, lo voglio sentire tutto, continuo a bagnarmi, sono talmente eccitata che sento i miei umori scorrere lungo le gambe. All’improvviso me lo spinge tutto dentro, spalanco gli occhi e la bocca per un secondo ma la penetrazione è aiutata dalla mia super lubrificazione. Inizia a muoversi dentro di me “Ti piace vero farti guardare?” mi dice mentre sento il piacere montarmi dentro. Sento il suo cazzo entrare e uscire dal mio corpo, sento le sue mani a coppa che mi stringono i seni mentre continua a cavalcarmi. Il ritmo si fa più serrato, più veloce e il pericolo di poter essere scoperti rende tutto più eccitante. Mugugno di piacere e assecondo le sue spinte con il mio corpo. Apro gli occhi e vedo che non molto distante, dietro un cespuglio, qualcuno ci sta spiando. Continuo a muovere il culetto assecondando i movimenti del suo cazzo e intanto guardo il nostro spettatore. Anche il mio ragazzo lo vede, mi mette due dita davanti alle labbra e inizio a succhiarle imitando un pompino mentre continua a scoparmi senza sosta. Tiro fuori la lingua e lecco le sue dita avida e voluttuosa, mi sollevo sui gomiti e mi metto a pecorina per sentire il cazzo del mio uomo fino in fondo e per far vedere al nostro spettatore quanto sono porca. Inumidisco le labbra, mi tocco il clitoride finchè non esplodo in un orgasmo. E’ liberatorio. Un piacere mi prende la testa e mi annebbia la vista. Per non urlare abbasso la testa e mordo l’asciugamano mentre gratto con le unghie la sabbia. Ansimo forte, sicuramente il nostro misterioso spettatore l’ha notato tutto il mio godimento. Apro gli occhi e vedo che si sta masturbando mentre ci guarda. Il mio uomo estrae il suo pene ancora lucido dei miei umori e mi fa girare sulla schiena, lo sento a cavalcioni sopra di me e con la bocca lo cerco. Mi piace sentire il suo sapore mescolato al mio. Lo succhio avidamente, cerco di ingoiarlo il più possibile, mi sento la bocca piena e un odore molto forte di sesso mi riempie le narici. Con una mano inizio a masturbarlo mentre con l’altra gli accarezzo i testicoli. Lo sento che sta per venire, mi tiene con entrambi le mani la testa e io spalanco la bocca. Sento due schizzi sul palato, poi un altro. Lo lecco e ingoio il suo sperma, continuo a leccargli il cazzo, lo ripulisco per bene. Qualche goccia è finita sulle labbra, con la lingua la recupero e ingoio anche quella, mi giro e guardo il nostro spettatore. Anche lui è venuto… gli faccio un segno di saluto… ma questa è un’altra  storia…
 
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